Nel Bene e nel Male
E’ più facile sopportare le persone moleste che quelle insignificanti
Sono Ruggero, ho già trentacinque anni, le carte dicono sia ingegnere ma non credo di esserlo mai stato. Sono il primo di tre figli. Mio fratello Simone ha trent’anni ed ha un piccolo agriturismo. Mia sorella Matilde ha ventisette anni, dopo anni di studi in marketing sta provando a fare un’esperienza all’estero, a Birmingham, forse la raggiungerò.
Da troppi anni ho una relazione con una signora molto vecchia, discretamente invadente che mi concede un’ora d’aria al giorno. Non è bella, non è attraente ma ha un fascino sinistro. E’ tenebrosa e prima di me in molti ne hanno tessuto le lodi mentre altri l’hanno ingiuriata, ma non sono geloso e non corro nemmeno in suo aiuto. Sa difendersi da sola. So quasi per certo che ha una relazione con svariati altri uomini, ma non me ne curo preferisco non vedere. So che Sibilla non mi abbandonerà mai.
Da quando ho coscienza dei miei ricordi ho vissuto solo un mese l’anno...ma forse anche meno.
Da qualche tempo anche quel piccolo spaccato di vita mensile sembra essersi sublimato. Sembra che mi sia trasformato nella testimonianza in vita della sopravvivenza come antitesi del vivere. Non vivo, sopravvivo...ma a cosa?
Qualche giorno fa ho sentito alla radio che la vita media degli uomini è di settantanove anni, delle donne ottantaquattro. Bah non so perché la natura faccia certe distinzioni, però effettivamente le donne spendono molti anni della loro vita dietro figli o uomini che spesso sono solo un peso un qualche risarcimento è giusto che lo si dia loro. In ogni caso mi rimarrebbero da vivere quarantaquattro ipotetici anni, ma in questi...cosa dovrei fare?
Spesso mi sembra che la mia esistenza sia l’apologia della mia vigliaccheria, come se non avessi abbastanza memoria. Son qui, incapace di porre fine a me stesso, con la voglia di scappar dal futuro e di non viverlo avendo fede che il domani sia peggiore dell’oggi.
La mancanza di fiducia nel futuro credo sia comune a molti uomini che si ritrovano a vivere al giorno d’oggi, lavoro instabile o assente, salari che non crescono, realtà appiattitasi su ciò che viene propinato dai mezzi di comunicazione di massa e rumore indistinto in luogo del suono.
Non ho mai ritenuto che questa realtà potesse condizionarmi, pensavo di avere una psiche complessa, non predicibile e totalmente impermeabile ma comincio a pensare che non sia così. La realtà ha lasciato il suo oleoso segno in me e credo di essermi abituato a quell’odore.
Eppure, pensando a quando ero bambino, non avrei immaginato che la mia vita potesse prendere questa piega...
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