Nel Bene e nel Male
Parole
Troppe volte ci si gonfia la bocca con parole che si perdono nel vento come foglie ingiallite alla nascita senza mai esser state legate ad un ramo.
Parole che possono sembrare di buon senso, di buon gusto, sagge e non banali ma che affondano le radici nel vento.
Ciò che sembra non è e quel che non è non ha motivo d’esser considerato.
Troppi predicatori di strada catturano la mia attenzione, nel bene e nel male son soltanto parole quelle che mi arrivano.
L’errore mio sta proprio nel pensare che mi siano parole quelle che mi vengono rivolte. Son solo fonemi nulla più.
Non c’è un senso in quello che sento, non c’è un appiglio con la realtà, non terra, non aria, non acqua non fuoco. Son solo il prodotto di vibrazioni si un momento; sono come un uomo che grida un presente, non avendo mai avuto un passato e che non ha intenzione di avere un futuro.
Cervello troppo piccolo e troppo intento nel difendersi dal mondo, il mio, per tentare di accogliere ciò che arriva alle mie orecchie non come offese ma come vento…
Queste mie frasi non son altro che la rappresentazione grafica di un disagio, di una rabbia che monta di giorno in giorno senza la speranza di una valvola di sfogo.
Chissà quanti si trovano nella mia condizione? Non pochi, forse.
Più si cresce più si ritiene di aver qualcosa da dire, qualcosa da insegnare ad un alunno che non fatichiamo a trovare. Avrei tutta imparare da chi parla senza suoni…ma son sordo a quel richiamo.
Se guardo alle mi spalle non ho niente da insegnare e ciò che scaturisce dal mio sproloquiare son solo fonemi che nulla dicono, foglie al vento in attesa del suolo.
Ed eccomi qua protagonista dell’ennesimo paradosso, espressione di chi vuol tacere e che per farlo lascia segni su di una carta troppo bianca per essere vera.
Ruggero
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